La felicità è dentro di te: mito o realtà?

Si dice spesso che la felicità è dentro ognuno di noi. Ma è vero? La felicità è davvero dentro di te? Questo è un mito o una realtà? E che cosa significa esattamente questa frase che ti sarai sentito ripetere mille volte? In molti casi sembra quasi che tale affermazione sia poco meno che una dichiarazione di orgoglio e di indipendenza. Certo, accorgersi che la felicità non può essere in balia di qualcun altro sembra un passo fondamentale. Ma spesso dire “la felicità è dentro di me” oppure “sono completo già così come sono”, sono soltanto delle belle frasi, che ci diciamo senza crederci fino in fondo, solo per alleviare la sofferenza di vivere e per legittimare una sorta di gabbia narcisistica in cui continuare a chiuderci.

Spesso in fondo l’indipendenza ricercata con così tanto ardore nel mondo è ancora una volta una fuga dalla realtà e insieme da noi stessi, un modo ulteriore per imporre ancora una volta il nostro ego, chiudendoci in una nuova bolla, questa volta però secondo le nostre personali convinzioni. Tali convinzioni, però, sono ancora frutto di condizionamenti, di impulsi non osservati, di bisogni e desideri repressi. E inevitabilmente assecondare questo impulso narcisistico alla libertà e all’indipendenza risulta per creare nuove prigioni interiori e perpetuare quel senso di vuoto, infelicità, paura, persino quella stessa dipendenza da cui dichiaravamo di voler fuggire.

Spesso quindi rivendicare che la felicità è dentro di noi è solo una scusa dell’ego per indulgere ancora nel suo narcisismo, fatto di preferenze, conflitti, vuoto di amore, disconnessione da se stessi. E allora qual è la soluzione?

La felicità è dentro di te: mito o realtà?

Puoi provare a scappare dalla tua situazione per creare una nuova vita basata sull’idea che a creare la felicità sia tu, e puoi fare così finché non ti rendi conto che anche in questo caso c’è qualcosa di sbagliato. In fondo, quando diciamo “la felicità è dentro di te”, che cosa vogliamo dire davvero? Ma soprattutto, chi è quel “te” a cui ci riferiamo? Il fatto è che la maggior parte di noi è identificato con il proprio ego e quindi intende quell’affermazione come riferita all’ego. Qual è il problema qui? Non è certo un male di per sé avere un ego. Tuttavia dobbiamo essere onesti con noi stessi e renderci conto che l’ego è un’identità fittizia fatta di condizionamenti interni ed esterni, bisogni e desideri repressi, immagini imposte dal mondo, barriere costruite in risposta, difese, resistenze, giudizi, credenze di inferiorità e superiorità, senso di inadeguatezza e indegnità.

Insomma, l’ego è un costrutto che letteralmente soffoca chi siamo davvero. Quindi,
se diciamo che la felicità è dentro di te intendendo con questo “te” l’ego, allora quella
affermazione è una bugia
. Perché non è vero che l’ego ti darà felicità. Te la promette,
immaginando come si sentirà libero a dettare le sue condizioni, a non avere più il peso
soffocante delle pretese degli altri, a essere indipendente. Eppure quando l’ego vuole scappare dal giudizio, dalle aspettative altrui, dalle imposizioni e dalle regole, lo fa per imporre le sue regole, i suoi bisogni narcisisti, i suoi desideri, che però sono semplicemente degli impulsi repressi che nascono da una personalità ferita e manchevole.

Se diciamo che la felicità è dentro di te intendendo con questo “te” l’ego, allora quella affermazione è una bugia.

L’ego non può renderti felice

Quindi l’impulso alla libertà e alla “felicità” personale dell’ego non è che un grido di ribellione, che in fondo è una richiesta di amore, un bisogno di fuga da tutte le imposizioni che l’ego sembra subire su di sé, ma che in fondo impone a se stesso per mantenere la propria individualità separata, dimenticando però che è proprio il desiderio di separazione e indipendenza la ragione del suo dolore. Infatti l’ego non può mai essere davvero indipendente, realizzato, felice. Come potrebbe? L’ego infatti è un frammento separato dal Tutto, in costante conflitto con se stesso e con gli altri, che vive in preda alla paura e in un eterno stato di mancanza e di ricerca. L’ego per definizione è insoddisfazione, dipendenza, ribellione.

Possiamo certo usare gli impulsi di ribellione e indipendenza dell’ego per evolverci, ma a un
certo punto dobbiamo andare oltre il nostro ego
. E non perché sia un peccato avere un ego. Ma semplicemente perché se vogliamo davvero realizzare la nostra libertà e felicità e soddisfare quegli impulsi di indipendenza, dobbiamo lasciar andare quella falsa immagine di noi, che è troppo piena di vergogna, colpa, senso di vuoto, mancanza e insoddisfazione per poter realizzare se stessa. Quindi dobbiamo elevare quell’impulso di ribellione e trasformarlo in un anelito di libertà, per trovare la quale dobbiamo però essere disposti a mettere completamente in discussione tutti i nostri valori, impulsi, preferenze, bisogni e desideri percepiti, condizionamenti, maschere, barriere.

Il conflitto di bisogni interno all’ego è insanabile: applicata all’ego, l’affermazione che la felicità è dentro di te è un mito, non una realtà


E a quel punto ci rendiamo conto che il conflitto che abbiamo proiettato all’esterno era una
battaglia interiore, perché l’ego è sempre in guerra con se stesso, e finché ascoltiamo la sua voce, anche noi siamo in costante conflitto, per cui qualunque cosa facciamo ci sarà un impulso opposto che controbilancerà il nostro desiderio: se ad esempio vogliamo essere indipendenti, dentro di noi c’è anche un bisogno di appartenenza, che per l’ego significa dipendenza, a prescindere da quanto vogliamo credere che l’ego sia capace di amare ed essere amato, quando in realtà ha solo BISOGNO degli altri per ricavare un senso di identità e soddisfare i suoi bisogni. Non possiamo negare questo senso di dipendenza, perché l’ego è per definizione incompleto. Ma come si può essere contemporaneamente indipendenti e dipendenti?


Ci illudiamo che sia possibile trovare un equilibrio tra queste pulsioni opposte. Ma in fondo
vogliamo semplicemente credere che ciò sia possibile. Ma la realtà è un’altra: ogni possibile
equilibrio è un compromesso destinato a fallire. Perché? Perché i bisogni dell’ego sono per loro natura in conflitto tra loro, per cui decretare le “condizioni di pace” richiederebbe la
soddisfazione di infinite clausole. In pratica, ogni equilibrio interno all’ego richiede che ci sia un bilanciamento infinito, e anche quando una singola “clausola” è minacciata, tutto il castello inizia a crollare e tutta l’identità egoica si sente in pericolo. Infatti l’ego non ha un centro; ha decine e decine di centri, che però non sono in grado di creare un baricentro che lo mantenga stabilmente in equilibrio, in quanto basta toccare una sola carta perché tutto il domino crolli.

Quindi, applicata all’ego, l’affermazione “la felicità è dentro di te” è un mito, non una realtà. E finché dentro di noi c’è un conflitto, ci sono dualità e finché siamo dominati dall’ego, non può esserci una felicità profonda e duratura. E allora qual è la soluzione?

Lascia andare il conflitto interiore e riconnettiti con te stesso

La soluzione sta nel lasciar andare il conflitto, quella guerra tra impulsi e repressioni, tra bisogni e desideri, tra volontà e doveri, tra regole e spinte alla libertà. Infatti bilanciare tutto questo è impossibile: nemmeno l’ingegnere più abile sarebbe in grado di prendere tutte le misure necessarie per costruire un edificio sospeso nell’aria! Dopotutto poi qual è la cosa migliore quando ci sono due fazioni in conflitto? Qual è la vera pace? La firma di un trattato con migliaia di condizioni oppure una pace in cui le fazioni si fondono, smettendo di
lottare per sempre l’una contro l’altra? Senz’altro la vera pace consiste nel trascendere il
conflitto
, non nell’accantonarlo momentaneamente con la minaccia di farlo scoppiare da un
momento all’altro se solo una clausola non è rispettata.


Quindi, piuttosto che far convivere delle fazioni in conflitto tra loro, diventa uno solo! Chi è
l'”uno solo” che devi diventare? Semplicemente, devi riconnetterti a te stesso, alle radici del tuo Essere, alle profondità del tuo cuore. E lì solo troverai libertà, felicità, amore e una pace che viene dall’eliminazione di ogni conflitto ma è anche il tuo stato naturale. La felicità, infatti, è l’esperienza dell’essere denudata di tutti i veli, sciolta dai conflitti e dai suoi demoni interiori. Vai dentro di te, connettiti a quella sottile vibrazione che risuona come “sensazione di esistere” e sciogli, alla luce della tua consapevolezza, i tuoi conflitti, i tuoi fantasmi, i tuoi condizionamenti e le credenze con le quali sei stato programmato. E lascia che risplenda dentro di te semplicemente il tuo Essere, nella sua nudità, senza che gli sia aggiunto nulla.

La felicità è l’esperienza dell’essere denudata di tutti i veli, sciolta dai conflitti e dai suoi demoni interiori.

Torna semplicemente al tuo cuore: applicata al tuo vero te, l’affermazione che la felicità è dentro di te è una realtà, non un mito

Come vedi, non devi costruire nulla, non devi dare vita a qualche forma di felicità, di libertà, di pace. Devi solamente tornare al tuo cuore. E da lì la felicità e la libertà fluiranno naturalmente. È davvero così semplice. E non c’è alcuna ragione per cui dovrebbe essere difficile. Sai che cos’è difficile e doloroso e che rende la sofferenza inevitabile? Tenere in piedi con sforzo un’identità separata immaginaria, negando il tuo Essere in preda a sogni malati di “indipendenza”, amore impossibile, soddisfazione impossibile di bisogni insoddisfacibili. Certo, rimuovere quei veli può essere doloroso, talvolta anche più di tenere su di sé quella falsa identità che comunque è confortevole e senza la quale sentiamo di morire e per disfarci della quale dobbiamo letteralmente morire!


Ma quella sofferenza in realtà è sempre stata lì e volerti disfare del tuo ego la fa semplicemente emergere. Ma solo una volta che la fai emergere, smettendo di nasconderla e di nasconderti da essa, puoi illuminarla, scioglierla, trasmutarla. È l’unico lavoro che vale davvero la pena fare e che ti ricompenserà con frutti dolcissimi, perché prima o poi il tuo Essere tornerà a risplendere con la sua pace e la sua gioia, la sua libertà e il suo amore. E allora sarai finalmente felice. Questo dopotutto è il vero motivo per cui siamo qui sulla Terra: disfarci del nostro ego, cioè dell’illusione di essere un’identità separata per risvegliarci alla nostra essenza più pura, che è spirituale e divina. Quindi, applicata al tuo vero Te, l’affermazione che la felicità è dentro di te è una realtà indubitabile, non un mito. Che cosa aspetti allora a riconnetterti alla tua essenza?

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